L’Associazione Culturale Le Oasi è attiva da diversi anni nella
divulgazione dei temi inerenti il periodo della Resistenza con
interventi rivolti principalmente agli studenti del C.T.P. 3 di Torino.
Ogni anno coinvolgendo il C.T.P. 3, vengono organizzate delle giornate
formative denominate “Per non dimenticare” al fine di mantenere viva la
memoria storica nei giovani studenti attraverso diverse attività che
vengono svolte in aula con i docenti, attraverso proiezioni video
autoprodotte dall’associazione, da letture, da interventi mirati e dalle
testimonianze dei partigiani della Sez. Dante Di Nanni.
Per la IV edizione si è pensato di proporre agli studenti l’adozione di una lapide presente in Borgo San Paolo a Torino.
La mostra fotografica documenta i momenti principali della giornata.
APERTURA MOSTRA DAL 13 NOVEMBRE AL 20 DICEMBRE 2013
SALA CONSIGLIARE – CIRCOSCRIZIONE 3
Inaugurazione mostra 13 novembre 2013 ore 18:30
Sala consigliare della Circoscrizione 3
C.so Peschiera 193 angolo c.so Racconigi
SARANNO PRESENTI:
ELENA SCARABELLO (Presidente Associazione Culturale Le Oasi)
DANIELE VALLE (Presidente Circoscrizione 3)
MARCO CASCIOLA (Coordinatore V Commissione Cultura - Sistema Educativo - Sport, Turismo e Tempo Libero – Gioventù)
OLGHER GARGIONI (Presidente Sez. A.N.P.I. Dante Di Nanni)
MAURIZIO BRIATTA (Docente Centro Territoriale Permanente 3)
FULVIO GRANDINETTI (Coordinatore Commissione Giovani e Istruzione dell’A.N.P.I. Provinciale di Torino)
MARIA GRAZIA SESTERO (Vicepresidente dell’A.N.P.I. Provinciale di Torino)
Vi aspettiamo numerosi
Dettagli del progetto:
http://associazioneculturaleleoasi.blogspot.it/2013/04/4-edizione-giornata-formativa-2013per.html
Invito della Circoscrizione 3 di Torino:
http://www.comune.torino.it/circ3/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2879
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martedì 12 novembre 2013
Inaugurazione mostra fotografica-documentativa_"Per non dimenticare"_13 novembre 2013
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venerdì 30 agosto 2013
COMUNICATO STAMPA_EMERGENCY SULLA GUERRA IN SIRIA
«Questo dunque è il problema
che vi presentiamo, netto, terribile e inevitabile: dobbiamo porre fine
alla razza umana oppure l'umanità dovrà rinunciare alla guerra?»
Lo scrivevano Bertrand Russell e Albert Einstein nel 1955.
Lo scrivevano Bertrand Russell e Albert Einstein nel 1955.
Sono passati quasi sessant'anni,
ma l'umanità non ha ancora rinunciato alla guerra. Anzi, ancora una
volta, viene presentata come l'unica opzione possibile per mettere fine a
un conflitto.
Non lo è. L'abbiamo visto con i nostri occhi in Iraq, in Afghanistan, in Libia: le guerre "per la pace" hanno solo alimentato altra violenza e in questi Paesi i civili continuano a morire, ogni giorno.
Non lo è. L'abbiamo visto con i nostri occhi in Iraq, in Afghanistan, in Libia: le guerre "per la pace" hanno solo alimentato altra violenza e in questi Paesi i civili continuano a morire, ogni giorno.
Ai morti già causati dalla guerra
in Siria se ne aggiungeranno altri, perché scegliere le armi oggi
significa decidere sempre, consapevolmente, di colpire la popolazione
civile: nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono sempre
bambini, donne e uomini inermi.
Centinaia di migliaia di persone hanno già abbandonato la Siria per cercare rifugio nei Paesi vicini. Li abbiamo incontrati anche in Sicilia, dove i nostri medici stanno garantendo le prime cure ai profughi che stanno sbarcando sulle coste di Siracusa.
Centinaia di migliaia di persone hanno già abbandonato la Siria per cercare rifugio nei Paesi vicini. Li abbiamo incontrati anche in Sicilia, dove i nostri medici stanno garantendo le prime cure ai profughi che stanno sbarcando sulle coste di Siracusa.
In tutti questi anni abbiamo visto che la guerra è sempre l'opzione più disumana, e inutile.
Chiediamo che l'Italia rifiuti l'intervento armato e si impegni invece per chiedere alla comunità degli Stati l'immediato intervento diplomatico, l'unica soluzione ammissibile secondo il diritto internazionale, l'unica in grado di costruire un processo di pace che abbia come primo obiettivo la tutela della popolazione siriana, già vittima della guerra civile.
Chiediamo che l'Italia rifiuti l'intervento armato e si impegni invece per chiedere alla comunità degli Stati l'immediato intervento diplomatico, l'unica soluzione ammissibile secondo il diritto internazionale, l'unica in grado di costruire un processo di pace che abbia come primo obiettivo la tutela della popolazione siriana, già vittima della guerra civile.
giovedì 23 maggio 2013
Comunicato scomparsa Don Gallo
Comunicato
Associazione Culturale Le Oasi
con la tua scomparsa tutti noi perdiamo un
pilastro della democrazia e dell'antifascismo, uomo partigiano che ha dedicato
tutta la sua vita alla difesa degli ultimi e alla difesa dei valori della
Resistenza.
Noi tutti non ti dimenticheremo
continuando il tuo lavoro come tu ci hai insegnato.
Il presidente dell'Associazione
Culturale Le Oasi- Torino, Elena Scarabello
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giovedì 28 giugno 2012
Giornata Internazionale per le vittime di tortura_Amnesty International
GIORNATA INTERNAZIONALE PER LE VITTIME DI TORTURA.
AMNESTY
INTERNATIONAL ITALIA SOLLECITA PER IL 23° ANNO L’INTRODUZIONE DEL REATO
DI TORTURA NEL CODICE PENALE E ANNUNCIA UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALEA
ROMA, IL 6 OTTOBRE, PER CHIEDERE ALLA POLIZIA DIRITTI UMANI E
TRASPARENZA
In occasione della Giornata internaziona le per le vittime della
tortura, Amnesty International Italia ha rinnovato la richiesta alle
istituzioni italiane affinche’ si colmi un ritardo di quasi un quarto di
secolo e s’introduca nel codice penale il reato ditortura.
Colmare questa lacuna legislativa, che l’organizzazione per i diritti
umani definisce grave, incomprensibile e dolorosa, non è un’opzione ma
un obbligo che l’Italia ha assunto con la ratifica, nel gennaio 1989,
della Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite.
Oltre alla mancanza di un nome appropriato di rilevanza penale per un
comportamento così aberrante, l’assenza di un reato di tortura implica
effetti giudiziari precisi come la combinazione di pene inadeguate e la
conseguente prescrizione dei reati minori che vengono applicati in sua
vece.
Questa inadempienza è una delle principali cause della sostanziale
impunità di cui hanno goduto i rei, e della giustizia negata per le
centinaia di vittime delle violazioni dei diritti umani commesse dalle
forze di polizia durante il G8 di Genova del 2001, in
particolare all’interno del centro di detenzione di Bolzaneto.
Molti casi, negli 11 anni trascorsi dai fatti di Genova, hanno
continuato a chiamare in causa le responsabilità delle diverse forze di
polizia per uso eccessivo della forza, inclusi i maltrattamenti in
custodia, e per utilizzo improprio delle armi.
Quest’anno, le sentenze della Corte di Cassazione hanno confermato la
condanna per l’omicidio colposo di Federico Aldrovandi e quella per
l’omicidio volontario di Gabriele Sandri, mentre sono in corso i
procedimenti per la morte di Aldo Bianzino, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi e
Michele Ferrulli.
Tutto ciò conferma l’urgenza di misure legislative e istituzionali
per prevenire le violazioni dei diritti umani da parte delle forze di
polizia, tra cui - oltre all’introduzione del reato di tortura -
un’adeguata formazione all’uso della forza e delle armi, l’adozione di
misure di identificazione, come ad esempio codici alfanumerici, durante
le operazioni di ordine pubblico e l’istituzione di un organismo
indipendente per il monitoraggio dei diritti umani e per la prevenzione
dei maltrattamenti in tutti i luoghi di detenzione.
Queste richieste sono contenute in un appello indirizzato al
presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato, già firmato
da 15.000 persone, e saranno al centro di una manifestazione nazionale
indetta a Roma sabato 6 ottobre da Amnesty International Italia, insieme
alle famiglie di vittime di violazioni dei diritti umani: persone che, in
questi anni, hanno subito la delegittimazione e la colpevolizzazione dei
loro cari e spesso hanno dovuto farsi carico dell’onere di
chiedere pubblicamente verità e giustizia affinchè le indagini e i
processi facessero il loro corso.
L’appello di Amnesty International alle autorità italiane è disponibile all’indirizzo:
http://www.amnesty.it/italia_ polizia_operazione_trasparenza
http://www.amnesty.it/italia_
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 26 giugno 2012
Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficiostampa
Tel. 06 4490224 - Cell. 348-6974361,e-mail: press@amnesty.it
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